


"Non ho mai visto la vita / come gli altri la vedono. / Sentire voci, come si dice di alcuni / non è allucinazione o delirio / indica dei sensi un pò più affilati del normale e basta / indica che non si è nè sordi nè ciechi / mentre sono tutti ciechi e sordi" -A. Artaud-



Ma vi farò una descrizione dettagliata di tutto: albergo, ristoranti, locali, musei, ecc.
Mi piacerebbe fare un salto da Sora Lella, vediamo se troviamo posto. Invece a la Parolaccia non credo di andare, è più da compagnie (e da quel che leggo in rete è solo per turisti, si mangia maluccio, si spendono circa 40€ e si deve anche lasciare la mancia x lo spettacolino).
Buon fine settimana!
Sabato gita a Venezia per la mostra "Roma e i Barbari". Un percorso importante nella storia, un ampio periodo della durata di mille anni, in cui si è formata l’identità del continente europeo.
Roma e i Barbari vuole proporre una visione differente di questi mille anni decisivi per quell’entità geografica oggi chiamata Europa, che troppo spesso celebra radici greche, romane ed ebraico-cristiane, scordando le proprie origini barbare, peraltro assai potenti e determinanti. L’esposizione veneziana raccoglie circa 1700 oggetti, molti degli oggetti esposti sono considerati dei tesori nazionali; è il caso per esempio del tesoro di Beja in Portogallo, del reliquiario esagonale di Conques, o del tesoro di Childerico, conservato alla Biblioteca Nazionale Francese a Parigi, dell’evangeliario di Notger in Belgio, del ritratto presunto di Amalasunta conservato al Museo del Bargello a Firenze.Numerosi sono gli oggetti presentati, come ad esempio il cofanetto di Teodorico, che per la prima volta dopo 1400 anni lascerà l’abbazia di Saint-Maurice in Svizzera per la mostra. Alcuni di questi reperti sono frutto di scoperte recenti, come ad esempio il piede monumentale in bronzo di Clermont-Ferrand o il tesoro della tomba della dama di Grez-Doiceau di Namur, o ancora la lancia da parata di Cutry (Moselle, Francia). Notevole è anche la presenza in mostra degli Scettri del Palatino (Roma), recentemente ritrovati. Accanto agli oggetti archeologici è da segnalare che la mostra raccoglie rarissimi documenti manoscritti, tra i quali il Book of Mulling, gli evangeliari di Saint-Vaast e di Marmoutier, nonché il manoscritto di un Vangelo secondo San Giovanni in miniatura copiato in Italia tra il V ed il VI secolo.